Il nostro diario di viaggio sull’Alta Via 1 delle Dolomiti

Lago di Braies

Escursionisti, ciclisti ed appassionati di montagna sono giá arrivati qualche settimana fa, appena gli hotel e i rifugi hanno aperto le loro porte. Quale migliore occasione di godersi le Dolomiti e i sentieri dell’Alta Via 1 quasi esclusivamente da soli ☀️

La nostra Alta Via 1 delle Dolomiti:

Anche per Holimites la stagione estiva è finalmente iniziata! Qualche giorno fa è partito il nostro primo trekking guidato sull’Alta Via 1. La guida ed i partecipati sono entusiasti e felicissimi di poter finalmente tornare a vivere la montagna appieno. Il modo migliore ed avventuroso per farlo è sicuramente durante un trekking da rifugio a rifugio ⛰
Ovviamente a causa della situazione attuale (COVID-19) il gruppo è più piccolino rispetto a agli ultimi anni. Questo però non ci ferma…

Il gruppo sull’Alta Via 1 delle Dolomiti

10 luglio – ore 08:00 – 1° tappa

Partenza in pulmino per il famosissimo e fotografato Lago di Braies, punto di partenza dell’Alta Via 1 delle Dolomiti. È una giornata di sole e i nostri camminatori non vedono l’ora di iniziare la loro avventura. Dopo le foto di rito, inizia la salita verso la Forcella Sora Forno che porta all’altipiano del Sennes. In lontananza i camosci giocano a nascondino, mentre le mucche pascolano tranquille nei prati alpini.

11 luglio – 2° tappa

Quando la vita ti dà una giornata di pioggia, gioca nella pozzanghera”

Dopo una notte tranquilla in rifugio, ci alziamo la mattina e ahimè… piove! Questo ovviamente non ci impone a proseguire sul nostro cammino. La tappa di oggi non è tanto impegnativa e quindi raggiungiamo il Parco Naturale del Fanes già verso l’ora di pranzo. Ad accoglierci sono le marmotte, che proteggono oramai da centinaia di anni il loro “parlamento”. Il regno del Fanes è conosciuto per le sue leggende e i suoi miti: www.holimites.com/it/scoprire-le-dolomiti/storia-e-cultura-005

12 luglio – 3° tappa

La terza tappa ci porta attraverso la malga di Fanes, dove possiamo ammirare le particolari formazioni e strutture della roccia. Per motivi di sicurezza, 2 settimane fa, è stato chiuso il sentiero che porta alla Forcella del Lago e quindi l’Alta Via 1 fa una breve deviazione. Il vantaggio: passiamo dal Rifugio Scotoni, conosciuto per le deliziose grigliate, dove ci fermiamo per pranzo. Dopo una breve pausa, continuiamo la salita. Giunti al Lagazuoi (2.835 m) possiamo goderci un tramonto mozzafiato! Un esplosione di colori. Le montagne e il cielo si tingono di toni caldi (Enrosadira: è il fenomeno per cui le cime delle Dolomiti assumono un colore rossastro, che passa gradatamente al viola, soprattutto all’alba e al tramonto; Wikipedia).

13 luglio – 4° tappa

Sentiamo l’aria frizzantina, questa mattina il sole fa fatica a farsi vedere, ma alla fine vince il duello contro le nuvole. Lasciamo il Lagazuoi alle nostre spalle e camminiamo tra forti e trincee fino all’area delle 5 Torri. Queste zone sono luogo di scontro e battaglia della Prima Guerra Mondiale. Ci troviamo proprio sul fronte che era il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro Ungarico. Ci fermiamo un attimo… le rovine e le testimonianze che vediamo intorno a noi, ci fanno riflettere e proviamo ad immaginare i momenti incredibilmente crudeli che i soldati hanno passato nei freddi inverni degli anni di guerra.

14 luglio – 5° tappa

Oggi ci aspetta una tappa abbastanza lunga, questo non ci spaventa, anzi! Piú lungo é il cammino piú cose ci sono da scoprire attraversando le Dolomiti! Dal Averau scendiamo al Passo Giau. Passando ai piedi delle imponenti pareti verticali dei Lastoi di Formin e del Becco di Mezzodì, raggiungiamo il Passo Staulanza, sovrastato dall’immenso Monte Pelmo da un lato e dal Monte Civetta dall’altro. Insomma, immersi tra le grandi cime delle Dolomiti. Al rifugio poi, la grande sorpresa: wellness! Possiamo goderci il piccolo centro benessere con saune, percorso kneipp e area relax. Riposati, rilassati e rigenerati siamo pronti ad affrontare le ultime 4 tappe del nostro trekking.

Lago Coldai

15 luglio – 6° tappa

Dal Passo Staulanza parte la salita verso il bellissimo Lago Coldai. Ci rinfreschiamo i piedi stanchi nell’acqua limpida del lago di origine glaciale (2172 m). Continuiamo verso la Forcella di Col Rean per arrivare infine al rifugio. E chi ci sta aspettando? Il pastore con il suo gregge di oltre 1000 pecore. Ogni anno percorre centinaia di chilometri tra i pascoli del Cadore. “È un lavoro impegnativo, ma la passione e l’amore per gli animali lo fa diventare più leggero” – ci racconta il pastore.

Le pecore al pascolo

16 luglio – 7° tappa

La vista che abbiamo questa mattina ci toglie il fiato. Sembra che le imponenti pareti del Monte Civetta tocchino il cielo, mentre dall’altra parte, uno strapiombo di ben 1.300 m di dislivello guarda sul Lago di Alleghe. Attraversiamo le Dolomiti di Zoldo fino ad arrivare al Passo Duran, ai piedi della Moiazza.

17 luglio – 8° tappa

Proseguiamo verso sud e ci rendiamo conto che il paesaggio diventa sempre più selvaggio. I nostri cuori si rallegrano vedendo la varietà di fiori lungo il nostro cammino – un vero regalo della natura! Arriviamo al Rifugio Pian de Fontana, un posto rustico e accogliente. Il lusso della semplicità è ciò che questa struttura ci trasmette.

18 luglio – 9° tappa

Ultima tappa della nostra Alta Via 1 delle Dolomiti: 1.640 m di dislivello in discesa. Partiamo la mattina presto, per evitare le ore più calde. Al rifugio F. Bianchet facciamo una breve sosta, e proseguiamo il nostro cammino. Stanchi ma soddisfatti arriviamo a La Pissa. Ci rinfreschiamo in una piccola gola prima di salire con il puntualissimo pulmino Holimites che ci riporta in Alta Badia.

Trekking sull’Alta Via 1 delle Dolomiti

Che dire… è finita una fantastica settimana di trekking tra le nostre magnifiche Dolomiti. Fare un tour da rifugio a rifugio non vuole solo dire camminare tra le montagne, ma anche vivere la natura, conoscere altre culture e fare amicizie nuove. La natura ti da la possibilità di lasciarti andare e di dare un taglio alla vita quotidiana 😊 È una rinascita per corpo e anima e come disse Nietzsche:

Ci troviamo così bene nella libera natura, perché essa non ha alcuna opinione su di noi.

Nonostante le restrizioni causate dal CoronaVirus ormai abbiamo la certezza di poter proseguire con il lavoro che amiamo. Questo ci rende molto felici e fieri visto che non ci siamo mai fermati ed abbiamo sempre creduto in quello che facciamo e possiamo mostrare ai nostri stupendi ospiti. 💙

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *