Lasciamo che l’incertezza ci rubi la voglia di viaggiare?

Anzi no, dobbiamo riformulare la domanda!
Perchè l’incertezza non ci sta affatto rubando la voglia di viaggiare!
Il desiderio di viaggiare e di scoprire il mondo è al momento più grande che mai.

La voglia di scappare dalla routine quotidiana cresce proprio in momenti di paura ed insicurezza.

Quindi la domanda giusta è:
“Abbiamo il corraggio di prenotare una vacanza in momenti insicuri come questi”
Una risposta coerente non esiste.

Punto della situazione

Holimites è un agenzia viaggi che non solo organizza sia vacanze attive sulle Dolomiti, ma anche viaggi avventura in tutto il mondo. Visto che il COVID-19 ha influenzato (ed influenzerá) notevolmente il mondo dei viaggi è giunto il momento di fare il punto della situazione.

Ad inizio 2020, quando è scoppiata l’epidemia Coronavirus, noi tutti eravamo convinti che si trattasse di un periodo breve e che presto fosse un irrilevante ricordo.
Purtroppo questo “periodo” si presenta più persistente e lungo di quello che avevamo immaginato.

In primavera il numero di richieste per l’estate era pari a 0. La stagione estiva era ormai alle porte. Anche se in quel momento sembrava che la vita quotidiana si stesse normalizzando, la stagione stava iniziando a passo di bradipo.
Uno dei motivi principali erano sicuramente i divieti e le restrizioni per i viaggi applicati per alcuni paesi (soprattutto per viaggi oltreoceano). Dall’altra parte, la paura e l’incertezza impediva tante persone ad intrapprendere un viaggio piú lungo.

C’è voluto un po’ di tempo prima che la voglia di viaggiare superasse l’incertezza. Da metá luglio in poi sulle Dolomiti ci siamo trovati a gestire un piccolo tsunami turistico in quanto proprio prese d’assalto. I paesaggi ampi e l’aria fresca e sana hanno attratto masse di turisti.

Come previsto, in autunno è arrivata la seconda ondata di COVID-19. L’incertezza e la paura di prenotare la vacanza sono tornate in primo piano.

Tante domande, tanti dubbi

So viele Fragen übers Reisen

Le nostre teste sono piene di punti interrogativi: come si evolverà il COVID-19 in futuro? Sarà ancora possibile viaggiare? Quale destinazione sarà la più sicura? Sará necessario stare in quarantena al ritorno? Come cambierà il modo di viaggiare?

Nemmeno noi agenti di viaggio siamo in grado di rispondere a tutte queste domande. Però non vogliamo farvi perdere la voglia di viaggiare. Anzi, vogliamo incoraggiarvi ed incentivare il vostro desiderio di scoprire il mondo.

Come?

Cerchiamo di venirvi incontro il più possibile, in modo da togliervi almeno uno dei pensieri che potrebbero impedirvi a prenotare una vacanza:

Nel caso dovreste disdire la vostra vacanza a causa COVID-19, non verranno calcolate spese di cancellazione. Cercheremo soluzioni alternative e vi daremo la possibilità di spostare la vacanza.

Pianificate la vostra vacanza! Il pensiero al prossimo viaggio riempirà il vostro cuore di gioia.
Nel peggior dei casi vi aiuteremo a trovare l’alternativa che più vi aggrada! Le agenzie di viaggio sono qui per questo. Con professionalità e un tocco di personalità, troveremo la soluzione che rispecchia al massimo le vostre esigenze 😉

Gravel sulle Dolomiti: #YOLOmites5000 – la “quinta”

Quante coincidenze quest’anno con il numero 5:

  • 5° l’edizione dello #YOLOmites5000
  • 5000 i metri di dislivello
  • 5 settembre 2020

e poi cosa manca? Forse una bella colonna sonora da dare a questa avventura gravel sulle Dolomiti. Colonna sonora é una sinfonia. E quale sinfonia si sposa meglio con l’altimetria appuntita del percorso dello #YOLOmites5000? Sicuramente la 5° di Beethoven
(ta da da daaaaaaaaaaa):

I movimenti di questa sinfonia abbracciano in modo imbarazzante le sensazioni ed emozioni che si provano durante i 125 km pedalati sulle strade secondarie della Val Badia. Queste toccano la parte meno battuta dagli amanti delle due ruote a pedali. Strade asfaltate e sterrate che collegano paesi, frazioni e masi ladini creando un circuito indimenticabile.

Allegro con brio

Iniziamo con l’ “Allegro con brio” … cosa normale in ogni situazione quando si pedala in gruppo. La partenza é sempre allegra e … briosa. Da tempo attendiamo di partire, stando al freddo, quando finalmente é ora! Ecco quello scarico di adrenalina che ci fa attaccare le prime rampe al 20%, come se non ci fosse un domani.

#YOLOmites5000 la prima rampa in salita
Dopo soli 100 metri dalla partenza, la prima rampa al 22%

L’allegro con brio lo si mantiene fino al km 25 del percorso, dove si raggiunge la caratteristica chiesetta di “Santa Berbura” a La Valle.

Santa Berbura - La Val

Un momento sacro, dove riprendere fiato, prima di ripartire con il prossimo movimento.

Andante con moto

No tranqulli, nessuna bici era a pedalata assistita, nessun motorino! Solamente forza muscolare che portava avanti le bici gravel oppure, per i piú impervi, una normale bici da strada.
Ormai é sparito il brio iniziale, l’allegro viene sostituito dall’andante. Questo ci fa capire che é ora di iniziare a pedalare in riserva per riuscire ad arrivare alla fine.

Il gruppo cerca di mantenere un ritmo omogeneo da questo punto in poi, con il solo obiettivo di raggiungere il meritato pranzo.

Canederli di spinaci
I carboidrati ladini … canederli di spinaci

Scherzo. Allegro

È uno scherzo! Iniziamo a pedalare su una sottilissima linea che divide le esclamazioni dalle imprecazioni. Sono i ciclisti che sembrano guidati da una bacchetta di un direttore d’orchestra sulle rampe al 20%. Si sfrutta ogni angolo della strada in movimenti dettati da un ritmo a zig-zag.

Questo é il momento dove c’è chi pensa di mollare, di tagliare il percorso. Solo uno sguardo al panorama riporta i pensieri alla bellezza che ci circonda. Cerchi il supporto di altri compagni nella tua stessa situazione. L’importante é non rimanere da soli. Seguire il proprio ritmo sí, peró mantenere i compagni a vista.

Allegro

Qualcuno potrebbe pensare che l’ultimo movimento sia rappresentato dall’arrivo al luogo di partenza. Non nel caso dello #YOLOmites5000. L’allegro inizia ai piedi dell’ultima asperitá della giornata. Dopo 4300 metri di dislivello conquistati nei km precedenti, non molli in questo momento. Cerchi di raccogliere tutte le motivazioni positive dentro di te le quali, grazie ai compagni di avventura, raggiungono come una grancassa risonanza ancora maggiore. E poi finalmente scollini, ti guardi intorno e fra un “chi me l’ha fatto fare” ed un “mai piú” sai che poi ritornerai.

Il concerto é finito, torniamo a casa con suoni e ritmi in testa. Un ricordo che rimarrá indelebile e che prima o poi riporterá tutti nuovamente a pedalare sulle strade gravel delle Dolomiti.

Gravel sulle Dolomiti 
#YOLOmites5000 il finale

Programma di sala:

Non seguire la massa se vuoi VIVERE le Dolomiti

Chi l’avrebbe mai detto? Quest’anno sulle Dolomiti è successo ciò che nessuno si sarebbe mai aspettato ad inizio stagione: sentieri e ferrate sono state prese d’assalto da folle e masse inverosimili di turisti.

Solo un anno fa si parlava ancora di rischio OVER TOURISM sulle Dolomiti, per poi arrivare in primavera, causa COVID-19, dove il termine era diventato TOURISM is OVER.

Vedendo le foto scattate da turisti, pubblicate sui canali social e poi riportate dai giornali ci viene da dire nemmeno il termine OVER TOURISM è corretto. Le code lunghissime per raggiungere gli hotspot dolomitici piú gettonati, sembrano file davanti alle giostre piú gettonate di Gardaland. Lasciamo a te decidere se sia questo quello che vogliamo che accada nei prossimi anni sulle Dolomiti!

Le Dolomiti prese d’assalto dalla massa di turisti

Da operatori turistici e promotori di “esperienze dolomitiche” dobbiamo anche noi fare un “Mea culpa”.
In Holimites abbiamo realizzato che questo modo di fare turismo non rispecchia affatto la nostra filosofia. Dopo aver visto e vissuto questa “triste” realtà, abbiamo deciso di non proporre piú il pacchetto vacanze “Dolomiti Instagrammabili”. Era l’offerta vacanza attraverso la quale vi portavamo a conoscere gran parte degli hotspot turistici delle Dolomiti e dell’Alto Adige. Il link all’offerta sará ancora attivo per un po’. Lo lasciamo lí come monito se in futuro ci venisse la strana idea di proporre una cosa simile.

Ciò che vogliamo trasmettere ai nostri clienti è il vero senso della montagna, la bellezza e la pace di questo paesaggio così prezioso.
La montagna è un luogo tranquillo, ideale per coloro che vogliono rilassarsi e caricare le batterie 💚, e non litigare per un posto macchina al parcheggio o stare in coda sui sentieri.

Posti magnifici da esplorare nelle Dolomiti

Le Dolomiti durante i periodi di alta stagione

Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla. Colui che va da solo è più probabile che si ritroverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato.

Albert Einstein

Con questo non stiamo dicendo che devi andare da solo 😉. Ma stiamo dicendo di affidare la pianificazione delle tue vacanze attive da persone in loco che sanno veramente mostrarti posti diversi e perle nascoste. Luoghi che non si trovano nelle guide turistiche, anche queste scritte per le masse con un’autonomia di camminata di 1-2 ore. Luoghi abbastanza lontani da parcheggi e/o impianti di risalita, dove influencer in infradito, muniti di drone e tenda da usare per scattare una foto, ci ripensano prima di incamminarsi.

Già da bambini, i nostri genitori ci portavano ad esplorare questi magnifici posti, che ovviamente noi ricordiamo e ormai conosciamo benissimo. Durante l’alta stagione, mentre la maggior parte dei turisti visitano il famosissimo Lago di Braies oppure arrampicano sulle Vie Ferrate più conosciute, noi ci ritiriamo nei luoghi dove siamo sicuri di non incontrare nessuno. La sera si avvicina e la folla si incammina verso casa. Ma noi di scendere a valle non ne vogliamo sapere, perché ci aspeterrà una serata in rifugio. È proprio in questo momento che noi iniziamo a goderci la pace e il silenzio circondati dalle maestose montagne mentre possiamo ammirare il tramontare ed il sorgere del sole.

I posti isolati non si trovano vicino alla strada principale oppure in cima ad un impianto di risalita. Però, i veri montanari si distinguono proprio in questo: cercano la via più interessante, non quella piú facile ⛰

“La vista migliore arriva dopo la salita più difficile.”

Citazione anonima

Ricordati che le escursioni non vanno organizzate in funzione della notorietà su Instagram, ma chiedendo consigli e consultando le persone del posto così da trovare il percorso più adatto alla propria forma fisica e alle proprie competenze tecniche.

Escursionista all’insegna dell’avventura nelle Dolomiti

Uscire dalla routine ed immergersi in una natura incontaminata è medicina per corpo e anima! E se non lo sappiamo noi del team Holimites che lavoriamo con il turismo, chi altro?
Per ricaricare le nostre batterie siamo sempre alla ricerca di percorsi nascosti e luoghi isolati. Tranquilli, non sveleremo i segreti, ma li terremo per noi e per i nostri ospiti speciali 😍

Il nostro diario di viaggio sull’Alta Via 1 delle Dolomiti

Lago di Braies

Escursionisti, ciclisti ed appassionati di montagna sono giá arrivati qualche settimana fa, appena gli hotel e i rifugi hanno aperto le loro porte. Quale migliore occasione di godersi le Dolomiti e i sentieri dell’Alta Via 1 quasi esclusivamente da soli ☀️

La nostra Alta Via 1 delle Dolomiti:

Anche per Holimites la stagione estiva è finalmente iniziata! Qualche giorno fa è partito il nostro primo trekking guidato sull’Alta Via 1. La guida ed i partecipati sono entusiasti e felicissimi di poter finalmente tornare a vivere la montagna appieno. Il modo migliore ed avventuroso per farlo è sicuramente durante un trekking da rifugio a rifugio ⛰
Ovviamente a causa della situazione attuale (COVID-19) il gruppo è più piccolino rispetto a agli ultimi anni. Questo però non ci ferma…

Il gruppo sull’Alta Via 1 delle Dolomiti

10 luglio – ore 08:00 – 1° tappa

Partenza in pulmino per il famosissimo e fotografato Lago di Braies, punto di partenza dell’Alta Via 1 delle Dolomiti. È una giornata di sole e i nostri camminatori non vedono l’ora di iniziare la loro avventura. Dopo le foto di rito, inizia la salita verso la Forcella Sora Forno che porta all’altipiano del Sennes. In lontananza i camosci giocano a nascondino, mentre le mucche pascolano tranquille nei prati alpini.

11 luglio – 2° tappa

Quando la vita ti dà una giornata di pioggia, gioca nella pozzanghera”

Dopo una notte tranquilla in rifugio, ci alziamo la mattina e ahimè… piove! Questo ovviamente non ci impone a proseguire sul nostro cammino. La tappa di oggi non è tanto impegnativa e quindi raggiungiamo il Parco Naturale del Fanes già verso l’ora di pranzo. Ad accoglierci sono le marmotte, che proteggono oramai da centinaia di anni il loro “parlamento”. Il regno del Fanes è conosciuto per le sue leggende e i suoi miti: www.holimites.com/it/scoprire-le-dolomiti/storia-e-cultura-005

12 luglio – 3° tappa

La terza tappa ci porta attraverso la malga di Fanes, dove possiamo ammirare le particolari formazioni e strutture della roccia. Per motivi di sicurezza, 2 settimane fa, è stato chiuso il sentiero che porta alla Forcella del Lago e quindi l’Alta Via 1 fa una breve deviazione. Il vantaggio: passiamo dal Rifugio Scotoni, conosciuto per le deliziose grigliate, dove ci fermiamo per pranzo. Dopo una breve pausa, continuiamo la salita. Giunti al Lagazuoi (2.835 m) possiamo goderci un tramonto mozzafiato! Un esplosione di colori. Le montagne e il cielo si tingono di toni caldi (Enrosadira: è il fenomeno per cui le cime delle Dolomiti assumono un colore rossastro, che passa gradatamente al viola, soprattutto all’alba e al tramonto; Wikipedia).

13 luglio – 4° tappa

Sentiamo l’aria frizzantina, questa mattina il sole fa fatica a farsi vedere, ma alla fine vince il duello contro le nuvole. Lasciamo il Lagazuoi alle nostre spalle e camminiamo tra forti e trincee fino all’area delle 5 Torri. Queste zone sono luogo di scontro e battaglia della Prima Guerra Mondiale. Ci troviamo proprio sul fronte che era il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro Ungarico. Ci fermiamo un attimo… le rovine e le testimonianze che vediamo intorno a noi, ci fanno riflettere e proviamo ad immaginare i momenti incredibilmente crudeli che i soldati hanno passato nei freddi inverni degli anni di guerra.

14 luglio – 5° tappa

Oggi ci aspetta una tappa abbastanza lunga, questo non ci spaventa, anzi! Piú lungo é il cammino piú cose ci sono da scoprire attraversando le Dolomiti! Dal Averau scendiamo al Passo Giau. Passando ai piedi delle imponenti pareti verticali dei Lastoi di Formin e del Becco di Mezzodì, raggiungiamo il Passo Staulanza, sovrastato dall’immenso Monte Pelmo da un lato e dal Monte Civetta dall’altro. Insomma, immersi tra le grandi cime delle Dolomiti. Al rifugio poi, la grande sorpresa: wellness! Possiamo goderci il piccolo centro benessere con saune, percorso kneipp e area relax. Riposati, rilassati e rigenerati siamo pronti ad affrontare le ultime 4 tappe del nostro trekking.

Lago Coldai

15 luglio – 6° tappa

Dal Passo Staulanza parte la salita verso il bellissimo Lago Coldai. Ci rinfreschiamo i piedi stanchi nell’acqua limpida del lago di origine glaciale (2172 m). Continuiamo verso la Forcella di Col Rean per arrivare infine al rifugio. E chi ci sta aspettando? Il pastore con il suo gregge di oltre 1000 pecore. Ogni anno percorre centinaia di chilometri tra i pascoli del Cadore. “È un lavoro impegnativo, ma la passione e l’amore per gli animali lo fa diventare più leggero” – ci racconta il pastore.

Le pecore al pascolo

16 luglio – 7° tappa

La vista che abbiamo questa mattina ci toglie il fiato. Sembra che le imponenti pareti del Monte Civetta tocchino il cielo, mentre dall’altra parte, uno strapiombo di ben 1.300 m di dislivello guarda sul Lago di Alleghe. Attraversiamo le Dolomiti di Zoldo fino ad arrivare al Passo Duran, ai piedi della Moiazza.

17 luglio – 8° tappa

Proseguiamo verso sud e ci rendiamo conto che il paesaggio diventa sempre più selvaggio. I nostri cuori si rallegrano vedendo la varietà di fiori lungo il nostro cammino – un vero regalo della natura! Arriviamo al Rifugio Pian de Fontana, un posto rustico e accogliente. Il lusso della semplicità è ciò che questa struttura ci trasmette.

18 luglio – 9° tappa

Ultima tappa della nostra Alta Via 1 delle Dolomiti: 1.640 m di dislivello in discesa. Partiamo la mattina presto, per evitare le ore più calde. Al rifugio F. Bianchet facciamo una breve sosta, e proseguiamo il nostro cammino. Stanchi ma soddisfatti arriviamo a La Pissa. Ci rinfreschiamo in una piccola gola prima di salire con il puntualissimo pulmino Holimites che ci riporta in Alta Badia.

Trekking sull’Alta Via 1 delle Dolomiti

Che dire… è finita una fantastica settimana di trekking tra le nostre magnifiche Dolomiti. Fare un tour da rifugio a rifugio non vuole solo dire camminare tra le montagne, ma anche vivere la natura, conoscere altre culture e fare amicizie nuove. La natura ti da la possibilità di lasciarti andare e di dare un taglio alla vita quotidiana 😊 È una rinascita per corpo e anima e come disse Nietzsche:

Ci troviamo così bene nella libera natura, perché essa non ha alcuna opinione su di noi.

Nonostante le restrizioni causate dal CoronaVirus ormai abbiamo la certezza di poter proseguire con il lavoro che amiamo. Questo ci rende molto felici e fieri visto che non ci siamo mai fermati ed abbiamo sempre creduto in quello che facciamo e possiamo mostrare ai nostri stupendi ospiti. 💙

Le 5 cose che devi portare con te durante un trekking da rifugio a rifugio

Se stai cercando una delle solite liste di cosa mettere nello zaino durante una trekking allora purtroppo non sei nel posto giusto. Abbiamo voluto mettere insieme una lista delle 5 cose che devi portare con te durante un trekking da rifugio a rifugio che non sono materiali. Forse potresti pensare che siano meno importanti ma, secondo noi queste sono le attitudini principali da “portare con se” durante un trekking.

Buon senso

Il buon senso viene descritto come la capacità di giudicare con equilibrio e ragionevolezza una situazione, comprendendo le necessità pratiche che essa comporta. (Wikipedia)

Il buon senso deve giá essere messo in pratica durante la pianificazione di un qualsiasi tipo di viaggio. Avendo sotto mano il programma porgiti le domande se il programma è innanzitutto adatto alla tua condizione fisica. Durante il viaggio non aver paura a chiedere aiuto alla gente del luogo, come considerano certi percorsi o situazioni nelle quali si potrebbe incorrere come un repentino cambio del meteo oppure sentieri non piú percorribili a causa di temporali etc.

Nessuna applicazione riuscirá a dirti con esattezza come cambierá il tempo dalla mattina al pomeriggio se non il contadino che trovi ad esempio a falciare l’erba durante il tuo cammino.

Anche Bart Simpson deve ricordare ad Homer che bisogna avere Buon senso
Buon Senso

Flessibilitá / adattabilitá

Pianificare un trekking per i nostri clienti, considerando tutti i fattori che potrebbero accadere è giá complicato per noi che viviamo nel cuore delle Dolomiti in Val Badia. Non riusciamo veramente a quantificare quanto tempo una persona che non conosce la nostra zona deve investire per pianificare un trekking da rifugio a rifugio. Se sei uno di questi allora ecco che ti consigliamo di essere flessibile ed adattarti ad ogni situazione o cambio di programma che puó accadere. Flessibile per il meteo, perché in montagna puó cambiare repentinamente e obbligarti a scendere a valle e saltare una notte in un rifugio giá prenotata da tempo.

Adattarsi, perché é impensabile ottenere o pretendere di dormire ogni notte in una camera privata in un rifugio di montagna. Bisogna ad esempio adattarsi a dormire in camerate con letti a castello (ecco perché consigliamo di portare tappi per le orecchie 😃 e per coloro che riescono a dormire solo con il buio pesto la mascherina per dormire). Per coloro che seguono regimi alimentari specifici non riusciranno sempre ad essere accontentati e dovranno adattarsi a quello che trovano nel piatto. Ricordiamoci che il rifornimento alimentare in vari rifugi non avviene sempre tramite mezzi su ruote. Nel migliori dei casi i rifugisti hanno una propria teleferica privata. Nei casi logisticamente piú ardui il rifornimento avviene in elicottero.

Giá che parliamo di rifugi, non lamentatevi se durante un trekking da rifugio a rifugio non riuscite a navigare ad un trillione di Megabyte al secondo in quei pochi rifugi che offrono il servizio WiFi. In molti casi é giá tanto se riuscite ad inviare o rispondere ad un E-mail senza allegati. Quindi anche questa é una situazione a cui é meglio adattarsi.

Da una storia vera:

Il cliente arriva in rifugio ed ordina un panino. Una volta arrivato al tavolo il cliente dá il primo morso e chiede al rifugista:
“Ma non avete il pane di oggi?”
Il rifugista risponde:
“Se vuole il pane di oggi deve tornare domani!”
La povera Marge Simpson non riesce a dormire a causa del russare di Homer
Notti insonne ne abbiamo giá passate

Rispetto

Il rispetto potrebbe far parte del paragrafo dedicato al buon senso ma pensiamo sia meglio dedicargli uno spazio apposito. Il rispetto inizia con il salutare lungo i sentieri le altre persone che si incontrano. Un bel “BUONGIORNO” quando incrociate qualcuno oppure un “GRAZIE” quando qualcuno vi lascia la precedenza non si nega a nessuno. Anche perché molte volte incrocerai le stesse persone nei rifugi dove solitamente nascono anche splendide amicizie.

Una volta in rifugio, non pretendere di essere arrivato in un albergo con tutte le flessibilitá che quest’ultimo puó offrire. In Rifugio ci sono orari da rispettare. Se il rifugio indica che la cena si serve a partire alle 19:00 allora é meglio essere puntuali e rispettare l’orario.

Rimanendo in rifugio vogliamo anche inserire un’altra situazione che viviamo durante i nostri trekking da rifugio a rifugio attraverso le Dolomiti. Parliamo del rispetto per il cibo. In molti rifugi rifornire le cucine di pietanze é uno sforzo logistico enorme. I piú fortunati possono arrivarci con i propri fuoristrada, qualcuno ha una teleferica privata, altri peró sono costretti a rifornirsi con l’aiuto dell’elicottero. Ecco che in queste situazioni, quando il cliente pensa che con i soldi si possa comprare tutto, ordinare pietanze su pietanze solo per il gusto di “assaggiare” e rimandare cosí il piatto mezzo pieno in cucina é come si dice in inglese un NO-GO!

Dal cibo passiamo al rispetto per la natura. Lasciare il tipico fazzolettino a coprire i propri bisogni NON é senso di rispetto. Certo lo sappiamo che quando scappa … scappa. In questo caso un’accortezza. L’ideale certamente é quello che ogni buon padrone del proprio cane fa con il proprio amico. Raccoglie e poi lo dispone nel luogo piú adatto.

Qui si potrebbe iniziare una lunga discussione sull’uso dei sacchetti di plastica e quindi visto che comunque é tutta natura quello che proponiamo noi è di avere con se sempre qualche foglio di carta igienica. Non usiamo i fazzoletti di carta, che vengono fatti sempre piú resistenti e difficilmente sono biodegradabili in tempi brevi. Quindi la sequenza é la seguente:

  • fai il tuo lavoro in un luogo ben appartato
  • pulisciti
  • copri e mettici un sasso sopra cosí che il vento non porti via la carta igienica, meglio ancora se trovate delle belle foglie al posto della carta igienica
Il rispetto, l'osservanza, esecuzione fedele e attenta di un ordine, di una regola, di una norma o di una prescrizione.

Consapevolezza

Durante il tuo trekking, in qualsiasi situazione devi essere consapevole di quello che stai facendo, consapevole delle decisioni che prendi, ma anche consapevole delle bellezze naturali che stai guardando e perché no, anche consapevole dell’inquadratura di quel bellissimo fiore o panorama che stai fotografando per postarlo su Instagram.

Scordati per un attimo i numeri, il chilometraggio delle tappe, il dislivello, guardati intorno e chiediti “cosa sto facendo”, “cosa sto guardando” e vivi l’attimo consapevolmente immergendoti fra le montagne come diceva il saggio Goethe:

“I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi.”

Consapevolezza, cosa sto facendo?

Buonumore

Dove vuoi andare senza una buona dose di buonumore? Durante un trekking da rifugio a rifugio di piú giorni puó certamente accadere di avere qualche giornata no. Di quelle dove hai le vesciche ai piedi che ti fanno un gran male oppure dopo qualche giorno di pioggia incessante. In questi casi trova sempre il lato positivo di ogni situazione. Questo é ancora piú facile quando viaggi non da solo ma con un gruppo di persone e magari una guida che sa tirare fuori il meglio in ogni situazione.

Homer Simpson felice

Bonus per coloro che si aggregano ad un trekking da rifugio a rifugio Holimites attraverso le Dolomiti:

Buona (ma anche nessuna) capacitá di canto 🎤
Le nostre guide non cercano cantanti da X-Factor ma semplicemente persone che non hanno problemi di intonare qualche nota de “La Montanara” o altre canzoni alpine.

There are good trekkers and great singers … it's hard to be both 😉

Gepostet von Holimites.com am Montag, 5. September 2016
Si puó essere degli ottimi camminatori o degli ottimi cantanti. Raramente le due cose combaciano 😂